Piancastagnaio. Alla Rocca la mostra d’arte “Istante Eterno”, l’opera figurativa e mistica di Ricardo Carbonel

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Amiatanews (Marco Conti): Piancastagnaio 29/10/2016
L’inaugurazione oggi alle 18:00. Le opere dell’artista salvadoregno saranno esposte fino al 5 Novembre

Finalmente, il Crastatone torna a presentare un’importante mostra d’arte durante i giorni della Festa; una buona occasione per la sua 50esima edizione per dedicare alcune sale del castello simbolo del paese amiatino a uno degli aspetti che caratterizza la variegata offerta delle manifestazione.

A impreziosire le sale medioevali del mastio Senese-Aldobrandesco, le opere del poliedrico artista Ricardo Carbonel, nativo di El Salvador, ma di sangue ispanico europeo e di formazione artistica fiorentina con l’Amiata che ne ospita la figlia Anna Maria, ad Abbadia S. Salvatore.

Istante Eterno” (inaugurazione oggi alle 18), come riportato nella presentazione della mostra, è il tema di una serie di opere, “che raggiungono il loro culmine sinfonico nel ritmo, nell’armonia dei colori che ricorda la musica del medioevo, musica sacra. I colori dei dipinti sembrano raggiungere  un’estasi mistica, consolidando la tematica del pittore in tutto il suo significato spirituale; per questo motivo i bambini sono a volte azzurri, i pastori si colorano delle tonalità del tramontoi, il viaggiatore diventa terra di Siena come il suo cammino. Solo nella pittura i suoni si trasformano in colori, rendendo tangibile la spiritualità ed il misticismo dei quadri di Ricardo Carbonbel”.

Un percorso, quello dell’artista di origine ispaniche, che attraversa ben sei decadi, in un’evoluzione continua di un artista che è anche scultore e architetto.


Ne riportiamo la biografia e la nota critica, ringraziando per le informazioni forniteci direttamente dalla organizzazione della mostra

Nato nel 1929, in El Salvador pur avendo origini spagnole dai genitori, trasferitesi in Centro America per lavoro. Le prime esperienze con il disegno iniziano nella sua scuola secondaria con il suo insegnante, Raoul e l’asse re Jesse, già artista di fama nazionale. Nel 1947 si iscrive al corso di laurea in ingegneria e architettura all’Università Nazionale di El Salvador. Parallelamente frequenta l’Accademia di pittura di Valerio lecca, affermato pittore spagnolo.
Nel 1954 decide di approfondire le sue conoscenze nell’ambito artistico e si trasferisce a Firenze dove si iscrive alla facoltà di architettura. Contemporaneamente studia ceramica, scultura e incisione nell’accademia delle belle arti di Firenze.
Il talento pittorico di Carbonel emerge fin dai primi studi accademici, in modo particolare nell’esecuzione dei ritratti, dello studio della luce e dei colori.
Il maestro perfeziona in questo periodo fiorentino il proprio linguaggio artistico. Infatti in quegli anni a Firenze sono in effervescenza i movimenti dell’espressionismo astratto concettuale, che segnano l’immaginario del giovane artista, unitamente all’influenza dei musei e dell’architettura delle città toscane, in particolare di Firenze con il suo Rinascimento, fonte di arricchimento indelebile.
Nei quadri realizzati in quell’epoca possiamo percepire la transizione progressiva del figurativo classico, tra cui la rappresentazione dei paesaggi toscani, all’astratto.
Negli anni 70 esegue un insieme organico di disegni a macchina, la serie “La solitudine dell’uomo“, dai quali emerge l’impatto profondo che ebbero nella coscienza dell’artista le immagini dell’Olocausto osservate in Italia e visitando di persona ricca di concentramento negli anni 50. Queste immagini commuovono, interpellando i sentimenti di angoscia e di dolore legati alla persecuzione razziale.
Carbonell nella sua prolifica carriera di artista ha lavorato con mezzi e tecniche diverse olio disegno china acquarello ceramica scultura e murales in cemento.
Continuò a lavorare anche come architetto per circa 30 anni, progettando edifici e realizzando opere artistiche plastiche integrate ai progetti delle costruzioni.
L’artista evolve il proprio stile continuamente: la serie “Città del passato” e “Città del futuro” realizzate a cavallo degli anni 70 e 80 ne sono la conferma. L’architettura è il tema della serie “Fulcro della composizione” i colori sono forti, decisi.
Negli anni 80 l’artista si trasferisce nuovamente in Italia in concomitanza degli studi della figlia; è qui che il proprio stile cambia radicalmente con la nascita della serie “Istante Eterno“. Si tratta di un’opera figurativa, mistica.
La serie “Istante Eterno” è molto ampia. Dagli anni 80, fino agli anni 90, racchiudendo notevoli sottoserie tra cui: “Momento Infinito“, “Tutto Quello“, “Il Gioco della Vita“, “Il viaggio“, “Dormienti“.
L’opera nasce dal desiderio dell’essere umano di conoscere il suo vero essere. La serie Istante Eterno vuole dunque rappresentare la volontà interna dell’uomo di gettare la maschera, il velo, che nasconde la sua vera identità.
Alcune figure sono in trascendenza, in stato di grazia. Dal loro si diffonde una vera pace interiore. Altre sono in un processo di ricerca della verità.
Le figure nude sono molto lontane del loro limite corporale, è una nudità intangibile, una nudità sacra. Essenziale è il contenuto del corpo, che ha inteso come un recipiente che contiene un tesoro: l’anima.
Le figure inoltre si fondono con il paesaggio, rammentandoci che nella nostra anima essenziale non siamo altro che vibrazione che si propaga all’unisono con l’intero universo.
Il Professore Domenico Pugliese, critico d’arte italiano ha scritto su questa serie: “Le sue figure sono eteree, disincantate attraverso un processo di coscienza soggettiva dove esiste la condizione di qualsiasi realtà, riescono ad estrarre la forza interna per comunicare con il mondo obiettivo, reale che fa parte di quella sensazione è che si trasforma spesso in una componente essenziale.”
In molte pitture troviamo oggetti che alludono a simbolismi diversi: l’uovo rappresenta la luce interiore; la mela la conosci Enza; alcuni oggetti sono in lievitazione. I costumi contribuiscono ad inventare l’alchimia di un’atmosfera fuori dal tempo. Atmosfera irreale, atemporale. Lo stato di trascendenza non ha tempo né dimensione. I colori sono caldi, ricreando l’atmosfera surreale, i paesaggi sono toscani, infatti furono realizzati durante il soggiorno in Italia. Attraverso i miei dipinti, scrive l’artista, ho voluto trasmettere all’osservatore lo stato di quella serenità che emana la trascendenza è quindi la pace interiore che si ottiene da quello stato.

Una mostra da non perdere, un dono per una Festa, il Crastatone, che, come sempre, si propone come un grande contenitore di eventi, talvolta più o meno concentrati a seconda del calendario, si presentano nella sua caratteristica principale, l’ eterogeneità, probabilmente la chiave di successo principale di una che, solo apparentemente, appare una kermesse eno-gastronomica, ma che, in realtà, è uno “spaccato unito” del territorio amiatino che guarda anche oltre i propri confini.

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